Quaderni della Valtolla volume XV…parla ancora di antiche Vie della Valle dell’Arda.

b0002381Una seconda antica strada nell’alta Val d’Arda è il titolo di uno dei saggi e ricerche  pubblicato all’interno  del volume XV dei “Quaderni della Valtolla” presentato un paio di settimane fa a Vernasca in una gremitissima sala conferenze del centro visita della Via Francigena.

Il saggio in questione è stato presentato da Santino Cavaciuti, morfassino della Valle dell’Arda, noto ricercatore storico della valtolla (alta valdarda) nonché professore universitario.

Anche questo autore, come in seguito hanno fatto Efosi-Ferrari sui “Quaderni..” volume XIV del 2012,  aveva in precedenza, nel volume I del 1999 dei “Quaderni…” medesimi,  della  scritto sulla Via Francigena della Valdarda (la Via dei Monasteri).

Ora si cimenta con una seconda antica Via che proveniva dal nord-est Europeo, costeggiava il Lago di Garda (sponda  lombarda)  per raggiungere la costa ligure a Rapallo dopo essere transitata a Fiorenzuola, Castell’Arquato Lugagnano e Pedina (sovrapponendosi, in quest’ultima parte “valdardese”, alla Via dei Monasteri Regi).

UN BREVE ESTRATTO DEL SAGGIO…

L’Alta val d’Arda è stata caratterizzata, nel medioevo, per comune riconoscimento, dal passaggio di una variante della Via Francigena, detta Via dei Monasteri, scorciatoia rispetto al tracciato classico detto “di Sigerico”, strada questa attestata già nel 744 dal Re longobardo Ildebrando.1 Questa strada, che chiamerò d’ora innanzi Francigena dei Monasteri, aveva nella valle almeno due punti sicuri di riferimento: l’Abbazia di Tolla e il Convento del Pelizzone.

Ma, accanto alla Francigena dei Monasteri, è dato riconoscere – io credo, ed è questo l’intento della mia Comunicazione – una seconda antica Via, che attraversava da Nord a Sud la valle, analogamente alla Francigena dei Monasteri, ma con diversa direzione: laddove la Francigena dei Monasteri, raggiunto il Passo del Pelizzone, si dirigeva verso Pontremoli, Luni, etc., questa seconda antica strada, raggiunto il passo situato tra il Monte Menegora – a Teruzzi – e il Monte Lama, si dirigeva verso il Genovesato…La mia idea relativa all’esistenza di una Seconda Antica Strada dell’Alta val d’Arda ha avuto un’origine autonoma rispetto a testimonianze “esterne”, provenienti cioè da antiche carte geografiche della zona. In base a quanto potevo dedurre da quello che mi risultava dai dati esistenti in loco, pensavo che si trattasse di una strada che interessava, oltre agli abitanti dell’Alta Valle, anche quelli della pianura orientale piacentina, cioè quella che aveva come centri più importante Fiorenzuola d’Arda…

COMMENTO DEL BLOG DELL’ASSOCIAZIONE “VIA DEI MONASTERI REGI”

Indubbio interesse per la ricerca di Santino Cavaciuti che, oltre a confermare l’importanza medievale delle “Vie” che transitavano nella Valle dell’Arda, conferma quanto il tratto da Fiorenzuola al Passo del Pelizzone, la Via dei Monasteri-tratto piacentino, fosse di fondamentale importanza per i “traffici”  commerciali, militari e devozionali che dal nord erano diretti al centro sud dell’Italia.

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